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CIPRO

· Alla scoperta dell’Isola di Afrodite ·

IL NOSTRO ITINERARIO A CIPRO

DAY1 - Petra tou Romiou | Art Installation - C.Tsoclis | Edro III Shipwreck
DAY2 - Akamas National Park | Blue Lagoon | Tombs of the Kings
DAY3 - Zapallo Bay | Green Bay
DAY4 - Turtle Bay 

DAY5 - Ammos Kambouri Beach | Cape Greco National Forest Park 
DAY6 - Nissi Beach | Love Bridge | The Monument of Peace
DAY7 - Hala Sultan Tekke

Cipro concentra in pochi chilometri una densità sorprendente di storia e natura.

Fiori rari, una vegetazione generosa, spiagge dove nidificano le tartarughe Caretta caretta, tracce romane, chiese e monasteri secolari

convivono in modo naturale, come elementi di un paesaggio che non ha mai smesso di stratificarsi.

Secondo la leggenda, Afrodite, dea della bellezza, nacque proprio sull’isola di Cipro. E qualcosa di quella bellezza originaria resta ancora oggi visibile sulla terza isola più grande del Mediterraneo, da sempre crocevia di popoli e punto di contatto tra Europa, Asia e Africa. Visitare Cipro significa tornare a leggere la storia del Mediterraneo attraverso i suoi luoghi, senza filtri e senza scorciatoie.

 

«Tappa d’ogni passante e posteggio d’ogni guerra.
Fui pianta che della furia dei venti sta nel mezzo
e nonostante tutte le bufere che mi si son precipitate,
non m’hanno sradicata, ché profonde erano le mie radici.
M’hanno sconvolta, piegata e m’han tagliato i rami,
eppure dentro di me radice e cuore stanno saldi.»

 

Vasilis Michailidis, poeta cipriota.

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Narra una leggenda che la dea Afrodite... 

L’isola di Cipro è una terra in cui le leggende mitologiche non appartengono solo al passato, ma continuano a intrecciarsi con il paesaggio e con il modo in cui i ciprioti guardano al mare. È impossibile separare quest’isola dalla figura di Afrodite, dea della bellezza e dell’amore sensuale, il cui mito nasce proprio lungo questa costa.

 

La tradizione racconta che Afrodite emerse dalla schiuma bianca del mare a Petra Tou Romiou, generata quando Urano, evirato, fecondò le sue acque. Un racconto crudo e arcaico, che restituisce tutta la potenza primordiale del Mediterraneo. Petra Tou Romiou si presenta come una spiaggia di grandi ciottoli, dominata da due faraglioni imponenti che emergono dall’acqua e segnano con decisione il profilo della costa. La mitologia attribuisce l’origine di queste rocce anche all’eroe greco Diogene Akritas, capace, secondo la leggenda, di scagliare enormi massi contro i nemici. Si narra che il faraglione più grande sia una delle pietre lanciate con la sua forza smisurata. La tradizione cipriota racconta inoltre che, a mezzanotte e sotto la luna piena, nuotare nudi attorno ai faraglioni garantisca immortalità ed eterna giovinezza. Un gesto simbolico, più che una promessa, che resta comunque un’esperienza da raccontare.

Con il passare delle ore, quando la luce inizia a farsi più morbida e il sole scende verso l’orizzonte, lo sguardo si sposta lungo la costa occidentale. È il momento ideale per proseguire verso un’altra storia, più recente ma altrettanto carica di significato. Al tramonto, la sagoma inclinata del relitto Edro III appare immobile tra mare e roccia, come un elemento estraneo ormai entrato a far parte del paesaggio. La storia del naufragio dell’Edro III inizia nella notte del 7 ottobre 2011. La nave, battente bandiera della Sierra Leone, trasportava lastre di gesso ed era condotta da un equipaggio di nove marinai, sette albanesi e due egiziani. Le condizioni meteo, inizialmente considerate favorevoli, cambiarono improvvisamente. Una violenta tempesta stravolse la traversata e, dopo molte ore, l’imbarcazione rimase incagliata sugli scogli. L’equipaggio venne tratto in salvo da un elicottero militare britannico, mentre la nave restò inclinata di circa dodici gradi, nei pressi delle Grotte Marine. Oggi il relitto è parte integrante del paesaggio costiero. La fauna marina sta lentamente riconquistando la sezione sommersa della nave, trasformando il naufragio in un habitat protetto, inserito nel programma Natura 2000. Davanti a questa carcassa di metallo, illuminata dagli ultimi riflessi del giorno, si comprende come a Cipro il mito e la storia recente convivano senza soluzione di continuità. E per chi viaggia, soprattutto in famiglia, è proprio questo intreccio a rendere l’isola un luogo da raccontare...

Nostro figlio sul sedile del pilota durante il suo primo volo, con occhiali da sole, simbolo di viaggi con bambini e prime esperienze di viaggio in famiglia
Mamma che passeggia nelle acque cristalline di Cipro, viaggio in famiglia tra natura e scoperta
Papà con bambino davanti ai faraglioni di Petra tou Romiou
Palme di Cipro illuminate dal sole
Mamma che nuota nelle acque del Parco Nazionale di Akamas
Papà con figlio nel marsupio al sito UNESCO delle Tombe dei Re di Cipro, viaggio culturale con bambini
Mamma che sale le scale del sito UNESCO delle Tombe dei Re di Cipro, esplorazione archeologica durante un viaggio in famiglia
Tartaruga marina nel mare di Cipro, biodiversità mediterranea

Akamas, la natura più selvaggia di Cipro.

Il Parco Nazionale di Akamas si presenta come un ampio sperone roccioso che si protende verso il mare, modellato nel tempo dal vento e dalle onde. Lungo la costa si aprono insenature sabbiose lambite da acque limpide e trasparenti, mentre l’entroterra conserva un carattere brullo e selvaggio. Dal punto di vista geografico e geologico, Akamas rappresenta un sistema ecologico complesso e prezioso, rimasto disabitato proprio a causa della sua topografia aspra. Una condizione che ha permesso al parco di preservarsi incontaminato, lontano dalle dinamiche del turismo di massa, rendendolo ideale per chi viaggia con bambini e cerca esperienze nella natura. All’interno dell’area protetta si contano circa 128 specie di piante endemiche, tra cui il tulipano di Cipro, orchidee e rose selvatiche, oltre a diverse specie animali in via di estinzione come la foca monaca e le tartarughe marine. Il nome Akamas deriva da un guerriero ateniese che, secondo la tradizione, dopo la guerra di Troia trovò rifugio sull’isola. Anche la mitologia colloca su questa penisola la presenza di Afrodite, rafforzando il legame profondo tra paesaggio e racconto.

Seguendo la linea costiera, lo sguardo viene inevitabilmente catturato dalle variazioni cromatiche del mare. Dall’azzurro più chiaro al turchese acceso, fino al blu cobalto e al blu elettrico: eccoci al Blue Lagoon. Una baia di sabbia fine e dorata, circondata da formazioni rocciose punteggiate di macchia mediterranea, dove l’acqua assume tonalità nette e sorprendenti. Il Blue Lagoon è un luogo ideale per chi ama lo snorkeling, grazie alla ricchezza di pesci e di flora marina che popolano i fondali. Attorno alla laguna si intrecciano anche numerose storie mitologiche: la tradizione racconta che Afrodite fosse solita bagnarsi in queste acque e che proprio in questo tratto di costa incontrò Adone.​

Il fascino millenario dell'isola di Cipro. 

Cipro, per estensione, è la terza isola più grande del Mediterraneo, al crocevia tra Europa, Asia e Africa. Una posizione che ha inciso profondamente sulla sua storia, fatta di conquiste, stratificazioni culturali e lungo alternarsi di civiltà. L’isola è quindi un museo a cielo aperto, con insediamenti preistorici, templi greci, teatri e ville romane, basiliche paleocristiane, chiese bizantine e monasteri, castelli delle crociate, fortificazioni veneziane, moschee e architetture di epoca coloniale britannica. Tutto inserito in un contesto naturale che alterna spiagge di acqua cristallina a boschi di pini e cedri dei Monti Troodos.
 

Le Tombe dei Re risalgono al IV secolo a.C. e vennero realizzate per accogliere le sepolture di una città destinata a diventare un centro economico di rilievo. Nonostante il nome, non furono utilizzate da sovrani, ma da membri dell’élite legata alla dinastia tolemaica. L’appellativo deriva dalla monumentalità di alcune tombe, completamente scavate nella roccia, un esempio rarissimo condiviso solo con siti analoghi ad Alessandria d’Egitto.

L’area è caratterizzata da una vasta spianata rocciosa che degrada verso il mare, secondo una concezione simbolica che facilitava il passaggio delle anime verso l’aldilà. Le tombe più importanti, databili al III secolo a.C., presentano strutture articolate, alcune accessibili, altre sotterranee, costruite come vere e proprie abitazioni per accogliere i defunti. Camere di sepoltura affacciate su peristili, portici sostenuti da colonne doriche e cortili centrali restituiscono l’idea di un’architettura capace di mescolare riti funerari greci con influenze egizie più antiche. Un’ulteriore testimonianza di come, a Cipro, le civiltà non si siano semplicemente succedute, ma abbiano lasciato tracce visibili nel paesaggio.

Φωλιά χελώνας. Μην ενοχλείτε.

"Nidi di Tartarughe. Non disturbare." Nella baia di Episkopi si nasconde un piccolo paradiso segreto chiamato Trypiti, più comunemente noto come spiaggia di Zapallo.

L’accesso avviene percorrendo la strada di Curium in direzione del Santuario di Apollo Hylates. Circa cento metri dopo l’ingresso del sito archeologico, è necessario imboccare una curva sulla sinistra e proseguire fino a una sbarra metallica. Da quel punto si lascia l’auto e si continua a piedi. Il sentiero richiede circa trenta minuti di cammino, interamente esposti al sole. È fondamentale portare con sé acqua e tutto il necessario: un piccolo prezzo da pagare per arrivare in uno dei luoghi più selvaggi e delicati dell’isola. È una spiaggia di una bellezza quasi irreale ma ciò che rende la baia di Episkopi davvero speciale è la presenza delle tartarughe marine e la varietà della fauna sottomarina.

Come per molte tartarughe marine, anche la Caretta caretta presenta numerosi aspetti ancora irrisolti. Alcuni studi hanno dimostrato che le tartarughe appena nate sono in grado di immagazzinare le coordinate geomagnetiche del nido e altre caratteristiche ambientali, sviluppando un vero e proprio imprinting dell’area di origine. È proprio in quelle stesse spiagge che, una volta raggiunta la maturità, torneranno a deporre le uova. Resta invece avvolto nel mistero il luogo in cui trascorrono i primi anni di vita, il cosiddetto “periodo buio”, una fase che i biologi non sono ancora riusciti a spiegare completamente. Solo dopo alcuni anni, quando hanno raggiunto dimensioni sufficienti a ridurre il rischio di predazione, le tartarughe fanno ritorno alle zone costiere. Durante la stagione di nidificazione, una femmina depone generalmente tra 70 e 150 uova. Il periodo di incubazione varia in base alla temperatura, ma la schiusa avviene in genere dopo 50–60 giorni, con un picco tra luglio e agosto. I piccoli emergono dalle uova di notte e affrontano il loro primo, pericoloso viaggio verso il mare. Alla nascita misurano circa 4 centimetri e pesano tra 15 e 20 grammi. Una Caretta caretta che raggiunge l’età adulta può vivere fino a 65 anni; in questa fase della vita, i suoi principali predatori restano gli squali e, soprattutto, le attività di pesca.

Le due principali specie di tartarughe marine presenti a Cipro sono la Caretta caretta e la tartaruga verde (Chelonia mydas). Le due specie si distinguono facilmente: la Caretta caretta è più grande, ha una forma più arrotondata e presenta quattro scudi sulla corazza, mentre la tartaruga verde ne ha cinque. Quest’ultima non deve il proprio nome al colore del guscio, ma al grasso verdastro presente sotto la pelle. La tartaruga verde è prevalentemente erbivora e si nutre nelle lagune e nelle secche di diverse specie di erbe marine. Può vivere fino a 80 anni, raggiungere una lunghezza di circa un metro e mezzo e superare i 100 chilogrammi di peso. I suoi predatori naturali sono pochi, principalmente gli esseri umani e le specie più grandi di squali. La minaccia più grave resta però la distruzione degli habitat, motivo per cui la tartaruga verde è oggi considerata in via di estinzione. Sull’isola di Cipro entrambe le specie nidificano nelle sabbie morbide delle coste. Guidata da un insieme di istinto, campo magnetico terrestre, luce lunare e conformazione del mare, una tartaruga femmina torna a deporre le uova sopra o in prossimità della spiaggia in cui è nata, anche dopo migrazioni di migliaia di chilometri.

Si ritiene che la Caretta caretta sia una delle specie di tartarughe più antiche al mondo e possa raggiungere, in casi eccezionali, i 450 chilogrammi di peso. La sua dieta è composta principalmente da meduse, calamari, pesci volanti e molluschi; le potenti mascelle le permettono di frantumare senza difficoltà gusci di vongole, granchi e cozze. Incontrare le tartarughe lungo le coste di Cipro, soprattutto viaggiando con i bambini, diventa un’occasione preziosa per osservare da vicino la fragilità della natura e imparare, insieme, il valore del rispetto e dell’attesa.

Mamma che cammina al tramonto nel Cape Greco National Forest Park, esperienza di viaggio in famiglia tra natura e luce mediterranea a Cipro
Mamma tra le piscine naturali di Ammos tou Kambouri a Cipro, esplorazione costiera durante un viaggio con bambini

Terra chiara & Mare cristallino.​​ 

Tante buganvillee in piena fioritura accompagnano il tragitto verso l’altra parte dell’isola. Ai campi coltivati si alternano piccoli paesi, qualche piantagione di banani, cisterne d’acqua sui tetti a ricordare che la siccità, a Cipro, è una realtà con cui convivere. Il paesaggio cambia lentamente preparando all’incontro con una costa più frastagliata e selvaggia.

È in questo tratto orientale dell’isola che si apre Ammos Tou Kambouri, una piccola baia naturale incastonata tra le grotte marine di Ayia Napa e il Parco Naturale di Capo Greco. Un litorale raccolto, lungo poco più di cento metri, dove la sabbia fine si mescola ai sassi e il mare, limpido e trasparente, assume tonalità che vanno dall’azzurro chiaro al turchese. Il fondale degrada con dolcezza, ma la presenza di lastre rocciose rende questo tratto meno adatto ai bambini più piccoli. Ai lati della baia, le formazioni rocciose diventano un naturale punto di accesso a un fondale ricco e vitale, particolarmente apprezzato da chi ama lo snorkeling. La conformazione della costa ha creato anche piccole piscine naturali, riparate e tranquille, ideali per soste rinfrescanti sotto il sole. Alle spalle della spiaggia, qualche albero offre riparo nelle ore più calde. Negli ultimi anni il comune di Ayia Napa ha valorizzato l’area con nuovi lettini in legno e ombrelloni più confortevoli, mantenendo però invariato il costo giornaliero, intorno ai 2,50 euro.

Capo Greco: il promontorio più orientale di Cipro.

Da Ammos Tou Kambouri lo sguardo si sposta naturalmente verso Capo Greco, raggiungibile sia via terra sia via mare. Avvicinarsi alle grotte in kayak permette di osservare la costa da una prospettiva privilegiata, seguendo una linea d’acqua che secondo le leggende locali ha attratto per secoli pirati e contrabbandieri. Le grotte distano circa tre miglia dal punto di noleggio: in un’ora è possibile esplorarle e rientrare, accompagnati dal ritmo lento delle pagaie.

Capo Greco segna l’estremità meridionale della baia di Famagosta ed è, di fatto, il punto più orientale della Repubblica di Cipro e dell’Unione Europea. Superato il promontorio di Capo Greco, il paesaggio si fa più aperto e verticale: scogliere a picco sul mare, grotte sottomarine e fondali rocciosi che ospitano una biodiversità marina particolarmente ricca, rendendo l’area un riferimento per snorkeling e immersioni.

Il Parco Nazionale di Capo Greco è un luogo di passaggio: designato come Important Bird Area, rappresenta infatti un corridoio migratorio fondamentale per numerose specie di rapaci e uccelli e sostiene specie endemiche come il culbianco cipriota e il francolino nero. Nonostante la tutela ufficiale, la fauna resta vulnerabile in quanto minacciata dalla cattura illegale.

I sentieri del parco si estendono per circa sedici chilometri e attraversano un ambiente vario e silenzioso, dove non è raro incontrare volpi, lepri, ricci e una sorprendente varietà di farfalle. Camminare lungo questo tratto di costa restituisce la misura del tempo: sentieri battuti dal vento, rotte non segnalate, presenze che passano senza lasciare traccia. È un paesaggio che invita a rallentare, osservare e accettare che non tutto sia pensato per essere trasformato in attrazione.

Point of view in canoa tra le acque turchesi di Cape Greco, esperienza nella natura durante un viaggio in famiglia a Cipro
Mattia Melegari con figlio nel marsupio al Monumento alla Pace di Cipro al tramonto

E dopo Capo Greco, la spiaggia di Nissi Beach, il tramonto al Monumento per la Pace e
la quiete di Hala Sultan Tekke…

il nostro viaggio a Cipro è proseguito tra paesaggi in dialogo con la luce e il mare.

 

Per ora la nostra guida si ferma qui, ma il nostro viaggio in famiglia continua.

Un viaggio capace di rafforzare i legami e diventare parte del percorso di crescita familiare.
Con la mia consulenza accompagno le famiglie nella creazione di itinerari pensati non solo per vedere il mondo, ma per attraversarlo insieme, con un’attenzione speciale ai bisogni educativi ed emotivi dei propri figli.

 

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Paesaggio costiero di Petra tou Romiou a Cipro, faraglioni e mare
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